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Consigli di trekking per tutta la famiglia e Ringana Sport come fedele alleato

Adoro fare trekking in montagna. Camminare mi rimette al mondo e arrivare in cima alle vette più alte delle dolomiti mi dà un incredibile senso di libertà. Lassù, in cima al mondo, torno a respirare, sono tra le cime più belle del mondo, ho di fronte a me un’opera d’arte della natura ed è bella da togliere il fiato.

Certo arrivarci non è sempre facile. A volte la funivia ti porta direttamente in paradiso. Ma un paradiso affollato e rumoroso. Se invece cerchi silenzio e non vuoi vedere anima viva, ecco, in quel caso serve un po’ di allenamento e voglia di arrivare oltre.

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Allora, partiamo dal presupposto che non sono un’esperta di trekking. I miei sono consigli per chi ama camminare, ma non è esattamente uno sportivo. E magari deve portarsi dietro pure i marmocchi che spesso di camminare non hanno proprio voglia. Insomma, come sopravvivere alla giornata in montagna, ecco.

  1. Nella zaino non ci va tutta la casa. Gli imprevisti sono dietro l’angolo, ma se non vai in un luogo totalmente sperduto della catena dell’Himalaya i razzi di segnalazione non ti servono. E neppure antibiotici, tachipirina, 4 maglie e il cambio completo. Un kit di pronto soccorso da viaggio è sufficiente, un telefono e ghiaccio spray sono più che sufficienti per sopravvivere. Il resto dello spazio lascialo al cibo, alle ventine e all’acqua.
  2. Scarponi comodi, della giusta misura, che non tocchino il pollicione e alti sulle caviglie. Lo dico per esperienza. All’inizio di una camminata di 7 ore ho messo male un piede e avevo scarponi bassi. Ho voluto resistere, cosa vuoi, è stato solo un sassolino. Ci ho messo 9 mesi a venirne fuori. Con gli scarponi alti, oltre a non farmi entrare l’acqua nelle scarpe, lo avrei evitato. E poi ricorda, gli scarponi nuovi fanno male a prescindere…
  3. I bambini ce la fanno più di te, giuro. I miei amici, quando propongo una gita, fanno tutti la stessa domanda: i bambini ce la fanno? Sì, sempre. Sono davvero poche le volte in cui ho visto bambini non farcela fisicamente. Più spesso li ho visti fare capricci e lagnare disperatamente e ho visto genitori trasportare zaini e bambini insieme come sherpa per disperazione. Chiaro… non si può pretendere che da nulla facciano il giro del Brenta, insomma, un po’ di buonsenso non guasta.
  4. Zuccheri, e cioccolata per i cedimenti momentanei, grassi, non troppi, e proteine per la resistenza. Soprattutto tanti liquidi, che si tende a sottovalutare la quantità di liquidi persa con la sudorazione, soprattutto se le temperature sono ingannevolmente tiepide e non ti accorgi di sudare.
  5. Pazienza e resistenza sono le parole magiche. Perché io ti posso assicurare una cosa: qualunque sia il percorso che hai scelto il posto che raggiungerai sarà fantastico, sarà una meta raggiunta e poi puoi puntare ancora più in alto. Per questo i miei figli odiano andare in montagna con me, perché indico sempre lì, più in alto, in cima a quella collina, perché voglio vedere cosa c’è oltre, quale spettacolo mi aspetta. E questo vale nel cammino come nella vita.

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Giornata incredibile, con un cielo terso e un caldo anomalo. Sole a picco sulle Pale di San Martino e una particolare stanchezza da parte mia dopo una settimana di lavoro e pensieri. I bambini avevano iniziato a litigare ancora in auto ed erano nervosi. Insomma non era iniziata nel migliore dei modi, diciamo.

Dopo due ore di cammino abbiamo dovuto separarli, i due fratelli, e ragionarci. La stanchezza si faceva sentire. Arrivati a metà strada, alla forcella Pradazzo, lo spettacolo che si è aperto davanti era stupendo, lasciava davvero senza fiato. E senza fiato lo eravamo davvero, tra polemiche, litigi e discussioni. Così ci siamo fermati per un po’ perché la mia meta (non la loro, che non si sarebbero più mossi) era il passo santa Margherita, a 2545 metri. Perché, l’ho detto, io punto sempre più in alto, che da lassù si vede il mondo da un’altra prospettiva.

Ho tirato fuori le mie Ringana Boost, bustine per la preparazione di una bevanda al sapore di frutta per la reidratazione e il recupero delle energie. Fantastiche per le attività sportive di lunga durata, come la nostra camminata.  Ne avevamo bisogno. Una borraccia a testa per me e mio marito, qualche sorso ai ragazzi e un po’ di relax. Quando siamo ripartiti verso il passo è stata tutta un’altra storia.

ringana sport trekking

È stata dura fisicamente, quello sì, eravamo anche fuori allenamento, anche se la camminata era molto semplice, ma avevamo recuperato le forze. Il nostro umore è cambiato, ci siamo anche rasserenati, forse era proprio quello che mancava al nostro fisico a renderci tutti capricciosi.

La giornata ha preso un’altra piega. Ci siamo goduti un panorama a 360° sulle Dolomiti, abbiamo fatto foto e selfie, abbiamo chiacchierato e giocato.

Ecco, ora non si parte più senza i nostri integratori Ringana Sport, questo è certo. Grazie a Cristina che ce li ha fatto conoscere, naturalmente.

Annalisa

Cristina Furlani

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